Musica horror | Quando il sottofondo diventa colonna sonora… da “paura”

Lug 23, 2021 by Vera Sorrentino - 0 Comments

Musica horror | Quando il sottofondo diventa colonna sonora… da “paura”

Nella realizzazione di un film o video horror la vera protagonista è la musica. Le immagini, il montaggio e gli effetti speciali contribuiscono a creare suspence nell’animo dello spettatore. Ma senza la giusta colonna sonora non riuscirebbero nel loro intento: disorientare e “spaventare”, appunto, chi guarda.
La musica horror, però, segue delle regole ben precise, che occorre conoscere per poter sfruttare al meglio le potenzialità.

Musica horror: come funziona

La musica di sottofondo tipica dei film o dei videoclip horror si rifà a due tipologie di “paura”: quella istintiva e quella dell’ignoto.

Paura istintiva

La prima si manifesta come il più classico degli effetti sorpresa: si sobbalza in maniera del tutto naturale di fronte ad un evento inaspettato, con l’intento, in ogni caso, di proteggersi dall’immediato pericolo.
Il sottofondo musicale horror più adatto alla paura istintiva è il Jumpscare: immagini che appaiono all’improvviso, accompagnate da effetti sonori.

Paura dell’ignoto

La paura dell’ignoto, invece, è un meccanismo più complesso. Tutto procede così come ci si aspetta. La trama va avanti lineare, seguendo una logica precisa. Lo spettatore è sicuro di ciò che vede. Raggiunge uno stato di serenità e, a tratti, di soddisfazione.
Inaspettatamente accade qualcosa che non era nei piani. Come il tassello sbagliato di un puzzle. Inspiegabile. è la fase in cui prevale lo stato di disorientamento.
Così fa la musica horror: tronca lo stato di tranquillità e certezza iniziale, per svelare lati nascosti, e “terrificanti”, di personaggi e situazioni.

Musica horror: composizione e utilizzi

i film horror si basa su alterazioni temporali e cambi di tonalità, strettamente legati a fatti inaspettati e scene di pericolo.
Sottofondo musicale che sorprende, facendo sprofondare lo spettatore nella confusione più totale. A questo contribuiscono modulazioni che vanno da una tonalità maggiore a una minore, o addirittura diminuita, creando un’atmosfera suggestiva e angosciante.
Oppure filastrocche e ninna nanne, in grado di creare un ponte tra ingenuità e malvagità. Immancabili, poi, gli effetti distorti, ottenuti con strumenti tradizionali, come il violino o con strumenti elettronici
Musica di sottofondo che non passa in secondo piano. Anzi. Entra nella mente di chi guarda il film o il videoclip, come un’ossessione. Tra le scene più comuni, in questo caso, ricordiamo gli inseguimenti di entità paranormali come mostri o zombie.
Vi sono registi e videomakers, inoltre, che riescono a trasformare altri generi musicali in musica horror, associando, ad esempio, musica rilassante o musica allegra a frame terrorizzanti.

Gli effetti sullo spettatore

I “suoni non lineari”, caratteristici della musica horror, toccano inevitabilmente l’inconscio dello spettatore. è come se facessero riemergere le paure più primitive e nascoste.
Una sorta di manipolazione emotiva che il sottofondo musicale horror è capace di attivare in chi guarda, con conseguenze scientificamente provate anche dal punto di vista fisico-chimico.
Pare, infatti, che la musica horror inneschi la noradrenalina, neurotrasmettitore che provoca la costrizione dei vasi sanguigni in caso di avvertito pericolo. Al buio questo effetto è amplificato. Ecco perché nei film o nei video horror la penombra la fa da padrona.
Per ottenere il massimo dal montaggio di scene horror, si rivela opportuno scegliere con accuratezza il sottofondo più adeguato, che sappia esaltare tagli ed eventuali effetti speciali.
Se state realizzando l’ennesimo lavoro, o avete intenzione di dar vita al vostro primo progetto, vi invitiamo a visitare il nostro catalogo di musica per video horror, ricco di brani in grado di ispirarvi.

Musica per bambini | strutture semplici e melodie facili da memorizzare

Giu 12, 2021 by Vera Sorrentino - 0 Comments

Musica per bambini | strutture semplici e melodie facili da memorizzare

Si sa che la musica riesce a rendere un video, una storia, un gioco.. più coinvolgenti, figuriamoci quando parliamo di intrattenimento per i più piccoli! La musica per bambini è vettore di fantasia, e rende i giovani fruitori più curiosi e pieni di aspettative. L’Italia ha una grande esperienza nel creare musica per i più piccoli, basti pensare a tutte le sigle dei cartoni animati.
Ma la musica per bambini è più di questo, rappresenta un filone decisamente vasto che raccoglie un grandissimo numero di stili, le cui origini si perdono addirittura negli arbori della civiltà.

Un po’ di storia

Si deve tenere presente che la musica per bambini è sempre esistita, basti pensare alle ninna nanne… Non di rado anche poesie, filastrocche e storielle tradizionali, che spesso avevano lo scopo di tramandare informazioni e storie della propria cultura, erano infatti accompagnate da melodie semplici e facili da memorizzare o direttamente erano cantate.
Queste musiche, che sono diffuse in tutto il mondo, hanno sviluppato delle caratteristiche comuni che includono la semplicità della composizione e una spiccata importanza della melodia.
Sottolineiamo che questo genere di musica ha principalmente due obiettivi:
intrattenere;
educare.

Musica per bambini per educare ed intrattenere

La musica per bambini ha spesso scopi didattici e vuole far comprendere ai più piccoli come devono interagire con il mondo esterno e come imparare a conosce meglio ciò che li circonda. Pensiamo ad esempio alla famosa canzoncina “Nella vecchia fattoria” che insegna al bambino i nomi degli animali e i loro rispettivi versi…
Questo tipo di musica, come accennato in precedenza, non deve essere troppo complicata dal punto di vista tecnico ma semplicemente avvolgente e divertente, un simpatico intrattenimento, una sorta di momento di svago e gioco. Può sembrare una cosa da poco ma è davvero molto importante per i bambini, per sentirsi rilassati e a proprio agio. Infatti è in quello stato d’animo positivo che meglio saranno disposti ad imparare!

Sulla nostra piattaforme shine-library è possibile reperire diversi brani per i più piccoli. Inoltre abbiamo creato una collezione a tema: Canzoni royalty free per bambini | “Music for Kids Collection”
In questo modo sarà possibile andare a creare, ad esempio, dei simpatici video per bambini, oppure un adeguato sottofondo musicale per feste o recite, oppure trovare la colonna sonora giusta per un nuovo cartone animato, ecc..

Pianoforte solo | importante sottofondo d’effetto

Giu 11, 2021 by Vera Sorrentino - 0 Comments

Pianoforte solo | perché la musica per pianoforte è così importante per creare un sottofondo musicale d’effetto

Perché il pianoforte solo è così importante? Quando si parla di prodotti video il sottofondo musicale è un elemento assolutamente imprescindibile perché il nostro cervello è predisposto ad interagire con i suoni. Una musica più dolce tende così a rilassarci mentre suoni più acuti ad esempio ci risvegliano paure; questo è il frutto di millenni di evoluzione. Il pianoforte è lo strumento che da solo riesce meglio a riunire più sonorità. Basti pensare ad esempio che quando il cinema era muto, non a caso era la tastiera di questo strumento a determinare i mood della storia.
Ci si è accorti che la musica realizzata per pianoforte solo è davvero efficace per rendere un contenuto video indimenticabile. Il suo utilizzo può essere molto incisivo, pensiamo ad esempio ad un documentario oppure ad un film romantico dove il pianoforte va a creare un senso di coinvolgimento davvero completo.
E a proposito di romanticismo, notiamo che gli innamorati usano spesso la musica per pianoforte per esprimere i loro sentimenti; perciò i ristoranti che si rivolgono alle coppie hanno spesso un pianista a suonare dal vivo dolci musiche per creano l’atmosfera perfetta.

Un po’ di storia

Il momento nel quale nasce il concetto di sottofondo musicale è il periodo romantico, circa tra il 1890 e i primi del 1900. Da quel momento in poi la musica uscì dalle severe regole della classica per avvicinarsi alle altre forme artistiche.
Si deve tenere presente che in quel periodo ci fu una vera e propria esplosione di fantasia! Ma bisognerà attendere qualche anno ancora per veder nascere il concetto di colonna sonora.

La musica per video

In definitiva ciò che rende importante la musica per video (siano essi destinati al pubblico dei social, siano essi video pubblicitari, film o videogiochi) è che questa permette di rendere il lavoro proposto più forte, efficace e indimenticabile. Ricordiamoci che la scelta di un sottofondo musicale adeguato, può determinare il successo di un intero lavoro.
La musica è molto importante perché aiuta a creare connessioni emotive con il pubblico di destinazione. E il pianoforte è uno tra gli strumenti solisti per eccellenza che meglio si presta per questo scopo. Vi sono infatti una serie di colonne sonore per pianoforte che si sono rese davvero indimenticabili!

Se anche voi state pensando di utilizzare una colonna sonora per pianoforte solo per rendere il vostro lavoro più completo, vi invitiamo a sfogliare il nostro catalogo e a valutare la nostra Piano collection

Chill out | da musica di decompressione a piacere dei sensi

Giu 10, 2021 by Vera Sorrentino - 0 Comments

Chill out | da musica di decompressione a piacere dei sensi

I generi musicali sono tantissimi, in continua evoluzione. I suoni possono creare numerosi mood e situazioni, per accompagnare al meglio ogni istante e ogni momento nella vita.
Una corrente musicale particolarmente apprezzata in tempi recenti è quella chill out. Che cosa intendiamo esattamente quando utilizziamo questo termine e diciamo “da musica di decompressione a piacere dei sensi“?

La musica chill out

Il genere chill out (scritto anche come chillout o chill-out) si è molto evoluto negli ultimi anni. Ha anche subito numerose variazioni tanto che spesso si intendono sfumature diverse con lo stesso termine.
Per inquadrare al meglio questa musica pensiamo a come definirla: per semplicità, potremmo descriverla come uno stile moderno da interpretare simil easy listening, ovvero una melodia orecchiabile e piacevole per ogni ascoltatore. Ciò significa che il termine chill out è un ombrello piuttosto ampio, il quale può dar riparo al suo interno a sonorità downtempo, jazz, lounge, ambient e a volte persino dance. Questo comporta che sovente il termine venga abusato, in quanto molti lo usano ma ben pochi ne sanno davvero indicare le caratteristiche.

Lounge e chill out, occhio a come parli! 😉

Cenni storici

Per sottolineare similitudini e differenze, iniziamo con una breve storia del genere musicale chill out. La sua nascita avviene negli Stati Uniti, grazie a sperimentazioni che muovono dagli ambienti più avanguardisti all’interno della new wave. I precursori eliminarono i suoni naturali e ambientali che componevano quella corrente per sostituirli con chitarre, tracce cantate e sonorità che potremmo definire latineggianti; in aggiunta a ciò accelerarono il metronomo, portando il ritmo fino alla soglia canonica dei 120 bpm.
Le origini della musica chill out non sono esattamente nobili; si tratta infatti di suoni nati per aiutare la decompressione, ovvero la ripresa del popolo della notte e dei rave party da serate di esagerazione, durante le quali ci si era abbandonati a numerosi eccessi. Lo stesso termine chill out (rilassarsi, decomprimere, raffreddarsi) si deve proprio a questa funzione che le sonorità ricoprivano.
La chill out ha anche un luogo di nascita, Ibiza. Il suo inventore – o comunque il principale contributore alla sua invenzione – è stato il dj Josè Padilla che dalla console del Cafè Del Mar diede inizio alla conquista mondiale da parte della musica chill out. Oggigiorno questo suono introspettivo e questi beat rilassanti sono ben noti e apprezzati ovunque, dopo l’esplosione londinese risalente agli anni ’80.

La scena lounge

In lingua inglese lounge room significa salotto e l’utilizzo del termine si deve proprio al fatto che questa musica doveva fare da sottofondo negli ascensori e nei supermarket, per accompagnare il tempo trascorso fermi o in coda.
La sua impersonalità quasi kitch, però, ha finito per rendere questa variazione della chill out un fenomeno di costume, una tendenza di cui si sono voluti appropriare i locali più alla moda e le stazioni radio più alternative. La lounge ha metriche che possono giungere fino a 140 bpm e, spesso, viene tenuta a volume molto basso, per creare atmosfera e non sovrapporsi mai alla conversazione.

Chill out da accompagnamento

Similmente a quanto avviene con la musica ambientale (o ambient) anche la chill out può essere utilizzata per accompagnare attimi o momenti di socialità, così come per dar valore a immagini fotografiche o animate. la musica chill out è in grado di dar vita al giusto sottofondo per moltissime riprese.
Chiunque stesse pensando alle possibilità che questa musica può aprire a quel determinato progetto sul quale sta lavorando, può visitare la nostra libreria a queste pagine, ricca di consigli e suggerimenti: chill out e Lounge

Musica Ambientale | ideale sottofondo per la vita

Giu 09, 2021 by Vera Sorrentino - 0 Comments

Musica Ambient, ideale sottofondo per la vita

La musica ambient – o musica ambientale, secondo il termine italiano – è quello stile musicale cui ci si riferisce tutte le volte che si parla di una musica d’atmosfera. Si caratterizza per suoni naturali, o riconducibili alla natura e per suoni ampiamente atmosferici, sui quali è possibile rilassarsi o chiacchierare senza che le sonorità disturbino in alcun modo, anzi, agevolino e accompagnino questa operazione, ecco perché Musica Ambient, ideale sottofondo per la vita.

Brian Eno, importante musicista e produttore discografico britannico, è considerato l’inventore della musica d’ambiente. Nel suo libro “Futuri Impensabili” dà una descrizione ben precisa dello stile musicale di cui è il fondatore: “Un ambiente si definisce come una atmosfera, un’influenza che circonda o una tinteggiatura. È mia intenzione produrre pezzi originali, palesemente ma non esclusivamente destinati a particolari momenti e situazioni, come il progetto di costruire un piccolo ma versatile catalogo di musica d’ambiente, adatta a un’ampia varietà di umori e atmosfere.”
Anche noi, come Eno, abbiamo costruito il nostro piccolo ma versatile catalogo che vi invitiamo ad ascoltare.

Per capire questa musica occorre entrare in un ordine di idee che è piuttosto controintuitivo: il ritmo e la struttura, così fondamentali nella musica pop, sono secondari quando parliamo di ambient. Sono infatti tono e atmosfera a prendersi la scena nella musica ambientale. Per tal motivo, i pezzi possono essere piuttosto lunghi e le loro sonorità possono ripetersi per diversi minuti. Parliamo infatti di una musica da accompagnamento che lascia spazio all’ascoltatore di fare altro, senza invaderne l’udito.

La musica ambient: cenni storici

Se volessimo trovare una data di nascita per la musica ambient dovremmo andare abbastanza indietro nel tempo, ovviamente a ben prima della nascita di Brian Eno. I primi cenni di ambient infatti risalgono agli inizi del Novecento, quando alcuni precursori iniziarono a sperimentare una musica che, all’epoca, definivano semi-acustica. In seguito, troviamo tracce di sonorità ambientali nell’arte di Erik Satie, impressionista della musica (e proprio a lui abbiamo dedicato una nostra composizione “Satie Archi” che potete ascoltare qui), così come nel concreto minimalismo di Terry Riley e Philip Glass o nel jazz di Paul Horn. Quest’ultimo si esibì in due concerti in solitaria all’interno della piramide di Giza e del Taj Mahal, sfoderando improvvisazioni assolutamente ambientali. Solo in tempi più recenti, in quegli anni ’70 dove cominciò a esibirsi da solista dopo aver abbandonato i Roxy Music, abbiamo assistito all’avvento di Brian Eno.
Quando, negli anni ’80, la musica ambient si era già affermata sulla scena musicale, abbiamo assistito a influenze ambientali nel pop, nel rock, nella techno e house e alla nascita di una sua discendente diretta: la musica chillout di cui parleremo nel prossimo articolo.

Il potere della musica ambientale

Questa abilità di attestarsi come sottofondo e accompagnamento ha reso la musica ambient una compagna molto gradita per chi fa montaggio video. Film e spettacoli televisivi degli ultimi 50 anni hanno attinto sovente, e a piene mani, al catalogo ambient. Essa infatti riesce a creare sfumature e paesaggi sonori assolutamente originali, nonché spesso davvero molto suggestivi, in alcuni casi capaci di imprimersi nella memoria esattamente come le scene madri dei film che accompagnano. Sono tantissime le colonne sonore che sfruttano la musica ambientale e lo fanno per incorniciare scene d’amore, violenza, morte, azione e umorismo. Sebbene il genere ambientale non sia indimenticabile come lo sono dei pezzi maestri nelle soundtrack cinematografiche, esso è comunque in grado di caratterizzare a dovere un passaggio specifico della pellicola. Come si è già detto, non parliamo di una musica che si prende la scena, bensì che la accompagna, incorniciandola e arricchendola.

Curiosi? Ecco i nostri brani Ambient

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